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Fondo di Contrasto alla Deindustrializzazione 2026

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    Forgest Finance
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Il Fondo di Contrasto alla Deindustrializzazione 2026 rappresenta uno degli strumenti più significativi messi in campo dal Governo italiano per sostenere il sistema produttivo nazionale nelle aree maggiormente colpite dai processi di perdita della capacità industriale.


La misura, promossa dal Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri e gestita da Invitalia, è finalizzata a favorire nuovi investimenti, la riqualificazione degli impianti produttivi esistenti e l'insediamento di nuove attività manifatturiere in specifici territori industriali del Lazio e delle Marche.

L'intervento nasce con l'obiettivo di contrastare i fenomeni di desertificazione industriale che negli ultimi anni hanno interessato diverse aree del Paese, determinando una riduzione dei livelli occupazionali, una minore attrattività per gli investimenti e un progressivo indebolimento delle filiere produttive locali.


Attraverso il sostegno agli investimenti delle imprese, il Fondo mira a favorire la competitività dei territori, aumentare la capacità produttiva delle aziende e sostenere percorsi di innovazione e transizione industriale.


Per l'edizione 2026 è stata prevista una dotazione finanziaria complessiva pari a 120 milioni di euro, destinata esclusivamente alle imprese operanti nel settore manifatturiero.

Le risorse sono ripartite tra i territori appartenenti al Consorzio Industriale del Lazio e al Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Piceno (Piceno Consind) nelle Marche, con l'obiettivo di sostenere programmi di investimento in aree caratterizzate da criticità industriali ma dotate di importanti potenzialità di sviluppo.


  1. Finalità della misura

Il Fondo è stato istituito per incentivare il mantenimento e il rafforzamento delle attività produttive esistenti, favorendo al contempo la nascita di nuove iniziative imprenditoriali nel comparto manifatturiero. Le agevolazioni sono rivolte a progetti capaci di generare effetti positivi sul territorio, incrementare l'occupazione, migliorare l'efficienza produttiva e promuovere l'adozione di tecnologie innovative.


In particolare, la misura sostiene investimenti orientati:


  • all'ammodernamento degli impianti produttivi;

  • alla riqualificazione di sedi industriali esistenti;

  • all'innovazione di prodotto e di processo;

  • alla digitalizzazione delle attività aziendali;

  • alla sostenibilità ambientale delle produzioni;

  • all'avvio di nuove unità produttive;

  • alla riconversione di attività industriali verso modelli più competitivi e sostenibili.


L'obiettivo strategico è quello di favorire una nuova fase di sviluppo industriale nelle aree interessate, creando condizioni favorevoli per la crescita delle imprese e per l'attrazione di nuovi investimenti produttivi.

Soggetti beneficiari

Possono accedere alle agevolazioni le imprese manifatturiere individuate dalla sezione C della classificazione ATECO 2025 che risultino già operative nei territori interessati oppure che intendano realizzare un nuovo insediamento produttivo nelle aree ammissibili.


Le imprese devono possedere una serie di requisiti formali e sostanziali al momento della presentazione della domanda. In particolare devono:


  • essere regolarmente costituite;

  • risultare iscritte al Registro delle Imprese;

  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti;

  • non trovarsi in stato di liquidazione volontaria;

  • non essere soggette a procedure concorsuali, fallimentari o di concordato preventivo.


La misura si rivolge sia alle piccole e medie imprese sia alle grandi imprese del comparto manifatturiero, purché rispettino le condizioni previste dall'Avviso pubblico e dalla normativa sugli aiuti di Stato applicabile.


  1. Territori interessati

Uno degli aspetti più rilevanti del Fondo riguarda la sua concentrazione territoriale. Le risorse sono infatti destinate a specifiche aree industriali del Lazio e delle Marche.

Nel Lazio le agevolazioni interessano i territori riferibili agli ex consorzi industriali di:

  • Lazio Meridionale;

  • Sud Pontino;

  • Roma-Latina;

  • Frosinone;

  • Provincia di Rieti.

Nelle Marche, invece, il Fondo è destinato ai comuni ricompresi nel Consorzio Piceno Consind.


Questa impostazione consente di concentrare gli interventi nelle aree maggiormente esposte ai fenomeni di deindustrializzazione, massimizzando l'impatto delle risorse pubbliche sul tessuto economico locale.


  1. Agevolazioni concedibili

Il sostegno viene erogato sotto forma di contributo in conto impianti, concesso nel rispetto del regime europeo de minimis.

L'incentivo può coprire fino al 100% delle spese ammissibili, entro un limite massimo di 300.000 euro per singola impresa beneficiaria. Si tratta di una delle caratteristiche più attrattive della misura, poiché consente alle aziende di realizzare importanti investimenti riducendo significativamente l'impegno finanziario diretto.

L'intensità dell'aiuto rappresenta un forte incentivo soprattutto per le PMI che intendono rinnovare gli impianti, migliorare i processi produttivi o sviluppare nuove linee di business.


  1. Spese ammissibili

Il Fondo finanzia un ampio insieme di investimenti materiali e immateriali strettamente collegati allo sviluppo dell'attività produttiva.


Tra le principali spese ammissibili rientrano:


  • opere murarie e interventi edilizi funzionali all'investimento;

  • opere impiantistiche e infrastrutturali necessarie all'attività produttiva;

  • acquisto di macchinari nuovi di fabbrica;

  • acquisto di impianti produttivi;

  • attrezzature e strumenti di lavoro;

  • arredi funzionali all'attività produttiva;

  • software e investimenti immateriali;

  • tecnologie innovative e soluzioni per la digitalizzazione aziendale;

  • costi di installazione e messa in funzione dei beni acquistati.


Sono considerate ammissibili le spese sostenute nel periodo compreso tra l'8 maggio 2024 e il 31 dicembre 2028, consentendo alle imprese una significativa flessibilità nella pianificazione degli investimenti.


  1. Innovazione e sostenibilità

Particolare attenzione viene riservata agli investimenti capaci di incrementare il livello tecnologico delle imprese e di migliorarne le performance ambientali. La misura sostiene infatti programmi orientati all'adozione di tecnologie digitali avanzate, automazione industriale, efficientamento energetico e innovazione di processo.

In un contesto economico caratterizzato da profonde trasformazioni tecnologiche e ambientali, il Fondo rappresenta uno strumento in grado di accompagnare le imprese verso modelli produttivi più moderni, resilienti e competitivi. Le iniziative che prevedono la conversione di produzioni ad elevato impatto ambientale verso attività più sostenibili risultano pienamente coerenti con gli obiettivi strategici dell'intervento.


  1. Modalità di presentazione delle domande

Le richieste di agevolazione devono essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma dedicata gestita da Invitalia.

Le imprese possono effettuare la registrazione preliminare nell'area riservata a partire dal 31 luglio 2026, operazione necessaria per accedere alla procedura informatica e predisporre la domanda. Tale registrazione non attribuisce alcun vantaggio o priorità nell'assegnazione delle risorse.


Le domande possono essere presentate dalle ore 12:00 del 28 settembre 2026 fino alle ore 12:00 del 28 novembre 2026, mediante la piattaforma online dedicata.


  1. Opportunità per le imprese

Il Fondo di Contrasto alla Deindustrializzazione 2026 costituisce una rilevante occasione per le imprese manifatturiere che intendono investire nella crescita, nell'innovazione e nel rafforzamento della propria presenza sul territorio.

Grazie a contributi che possono coprire integralmente le spese ammissibili fino a 300.000 euro, la misura riduce sensibilmente il fabbisogno finanziario necessario per realizzare interventi strategici di sviluppo.

L'incentivo assume particolare importanza per le aziende che desiderano rinnovare il proprio parco macchine, introdurre tecnologie digitali, incrementare l'efficienza produttiva o sviluppare nuovi stabilimenti. Inoltre, il sostegno pubblico contribuisce a rafforzare la competitività delle filiere industriali locali e a creare nuove opportunità occupazionali nei territori interessati.


In conclusione, il Fondo di Contrasto alla Deindustrializzazione 2026 si configura come uno strumento di politica industriale di grande rilevanza, orientato a sostenere la crescita del manifatturiero, promuovere investimenti innovativi e favorire la rigenerazione economica delle aree coinvolte.



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