Il Libro Bianco sul Made in Italy 2030
- Forgest Finance

- 4 feb
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Presentato il 29 gennaio 2026 a Villa Lubin a Roma nella sede del CNEL, “Made in Italy 2030”, il Libro Bianco per una nuova strategia industriale elaborato dal Centro Studi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Il "Made in Italy" non è solo un’etichetta d'origine, ma un vero e proprio asset strategico che rappresenta il valore del saper fare italiano nel mondo. Il Libro Bianco nasce come una roadmap per istituzioni e imprese, con l'obiettivo di traghettare le nostre eccellenze verso la transizione ecologica e digitale.
Vengono presentati i punti cardini fondamentali volti a rafforzare la competitività del sistema Paese:
Innovazione e Digitalizzazione: Incentivi per l'adozione di tecnologie d'avanguardia (AI, Blockchain per la tracciabilità) nelle PMI.
Sostenibilità: Trasformare il concetto di "bello e ben fatto" in "bello, ben fatto e sostenibile", rispondendo ai nuovi standard ESG.
Difesa del Marchio: Lotta all' Italian Sounding e potenziamento della tutela della proprietà intellettuale a livello internazionale.
Formazione: Investimenti nei licei del Made in Italy e negli ITS per colmare il mismatch di competenze tecniche.
Il Libro Bianco si concentra su come ogni comparto debba evolvere per mantenere la propria leadership.
1. Agroalimentare: Dalla Terra alla Tavola Digitale
L'obiettivo è la sovranità alimentare coniugata alla qualità.
Tracciabilità: Introduzione di fondi per la digitalizzazione delle filiere agricole.
Contrasto all'Italian Sounding: Azioni legali più stringenti contro l'uso di nomi o simboli che evocano l'Italia per prodotti realizzati all'estero.
Nutrizione: Promozione della Dieta Mediterranea come modello di salute globale e asset commerciale.
2. Moda e Arredamento: L'Economia Circolare
In questi settori, il Libro Bianco spinge pesantemente sulla sostenibilità:
Riciclo tessile: Incentivi per l'uso di fibre naturali e per lo sviluppo di tecnologie di riciclo delle materie prime seconde.
Eco-design: Supporto alla progettazione di arredi che siano facilmente disassemblabili e riparabili, allungando il ciclo di vita del prodotto.
3. Nautica e Aerospazio: L'Alta Tecnologia
Non solo artigianato tradizionale. Il documento identifica la nautica da diporto e l'industria aerospaziale come punte di diamante tecnologiche che necessitano di:
Semplificazione burocratica per i porti e i test di volo.
Incentivi per la propulsione green (idrogeno ed elettrico).
Nonostante l'ambizione, il piano deve scontrarsi con alcuni nodi strutturali:
Costi Energetici: Il Made in Italy è spesso energivoro (ceramica, vetro, acciaio). Senza un piano energetico nazionale forte, la competitività resta a rischio.
Dimensione Aziendale: La piccola taglia delle imprese italiane rende difficile investire in ricerca e sviluppo (R&S) ai livelli dei competitor tedeschi o americani.
Infrastrutture Logistiche: La lentezza nei trasporti e nella banda ultra-larga in alcune zone distrettuali frena la velocità di risposta al mercato.
L'attuazione di questo piano dipende dai prossimidecreti ministeriali che stabiliranno l'entità esatta dei contributi.



