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Il Libro Bianco sul Made in Italy 2030

  • Immagine del redattore: Forgest Finance
    Forgest Finance
  • 4 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 14 mag


Presentato il 29 gennaio 2026 a Villa Lubin a Roma nella sede del CNEL, “Made in Italy 2030”, il Libro Bianco per una nuova strategia industriale elaborato dal Centro Studi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il "Made in Italy" non è solo un’etichetta d'origine, ma un vero e proprio asset strategico che rappresenta il valore del saper fare italiano nel mondo. Il Libro Bianco nasce come una roadmap per istituzioni e imprese, con l'obiettivo di traghettare le nostre eccellenze verso la transizione ecologica e digitale.


Vengono presentati i punti cardini fondamentali volti a rafforzare la competitività del sistema Paese:

  • Innovazione e Digitalizzazione: Incentivi per l'adozione di tecnologie d'avanguardia (AI, Blockchain per la tracciabilità) nelle PMI.

  • Sostenibilità: Trasformare il concetto di "bello e ben fatto" in "bello, ben fatto e sostenibile", rispondendo ai nuovi standard ESG.

  • Difesa del Marchio: Lotta all' Italian Sounding e potenziamento della tutela della proprietà intellettuale a livello internazionale.

  • Formazione: Investimenti nei licei del Made in Italy e negli ITS per colmare il mismatch di competenze tecniche.


Il Libro Bianco si concentra su come ogni comparto debba evolvere per mantenere la propria leadership.


1. Agroalimentare: Dalla Terra alla Tavola Digitale

L'obiettivo è la sovranità alimentare coniugata alla qualità.

  • Tracciabilità: Introduzione di fondi per la digitalizzazione delle filiere agricole.

  • Contrasto all'Italian Sounding: Azioni legali più stringenti contro l'uso di nomi o simboli che evocano l'Italia per prodotti realizzati all'estero.

  • Nutrizione: Promozione della Dieta Mediterranea come modello di salute globale e asset commerciale.


2. Moda e Arredamento: L'Economia Circolare

In questi settori, il Libro Bianco spinge pesantemente sulla sostenibilità:

  • Riciclo tessile: Incentivi per l'uso di fibre naturali e per lo sviluppo di tecnologie di riciclo delle materie prime seconde.

  • Eco-design: Supporto alla progettazione di arredi che siano facilmente disassemblabili e riparabili, allungando il ciclo di vita del prodotto.


3. Nautica e Aerospazio: L'Alta Tecnologia

Non solo artigianato tradizionale. Il documento identifica la nautica da diporto e l'industria aerospaziale come punte di diamante tecnologiche che necessitano di:

  • Semplificazione burocratica per i porti e i test di volo.

  • Incentivi per la propulsione green (idrogeno ed elettrico).


Nonostante l'ambizione, il piano deve scontrarsi con alcuni nodi strutturali:

  1. Costi Energetici: Il Made in Italy è spesso energivoro (ceramica, vetro, acciaio). Senza un piano energetico nazionale forte, la competitività resta a rischio.

  2. Dimensione Aziendale: La piccola taglia delle imprese italiane rende difficile investire in ricerca e sviluppo (R&S) ai livelli dei competitor tedeschi o americani.

  3. Infrastrutture Logistiche: La lentezza nei trasporti e nella banda ultra-larga in alcune zone distrettuali frena la velocità di risposta al mercato.


L'attuazione di questo piano dipende dai prossimidecreti ministeriali che stabiliranno l'entità esatta dei contributi.



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