Credito di imposta Innovazione, Ideazione estetica e Design
- Forgest Finance

- 12 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 13 gen

La Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199) ha introdotto importanti novità per il credito d'imposta dedicato al design e all'ideazione estetica, prorogando la misura che sarebbe altrimenti scaduta a fine 2025.
L’agevolazione mira a incentivare i processi di innovazione estetica, premiando gli investimenti nel design come leva competitiva. Sono ammissibili gli interventi volti a introdurre un rinnovamento sostanziale dell'aspetto esteriore del prodotto, agendo su elementi quali profili, cromatismi, materiali e rifiniture superficiali. La definizione di prodotto accolta dalla norma è ampia, includendo non solo manufatti industriali e artigianali, ma anche il packaging, l'interfaccia grafica e la tipografia.
Per le imprese operanti nel settore dell’abbigliamento e negli altri settori nei quali è previsto il rinnovo a intervalli regolari dei prodotti, sono considerate attività ammissibili al credito d’imposta i lavori relativi alla concezione e realizzazione di nuove collezioni o campionari che presentino elementi di novità rispetto alle collezioni e ai campionari precedenti.
Ecco i principali dettagli della nuova disciplina per l'anno 2026:
1. Aliquota e Massimali 2026
A differenza degli anni precedenti, dove l'aliquota era scesa al 5%, la nuova manovra ha potenziato l'incentivo per sostenere la competitività del "Made in Italy".
Aliquota: 10% della base di calcolo ammissibile (raddoppiata rispetto al 5% previsto per il 2025).
Limite massimo annuale: 2 milioni di euro per beneficiario.
Fruizione: Il credito è utilizzabile in un'unica quota annuale (anziché in tre), garantendo una compensazione immediata tramite modello F24.
Budget complessivo: È stato previsto un plafond di spesa nazionale pari a 60 milioni di euro per l'anno 2026.
2. Spese Ammissibili
Le attività agevolabili riguardano l'ideazione e la realizzazione di nuovi prodotti o campionari (non il semplice adattamento di prodotti esistenti). Le voci di costo includono:
Personale dipendente: Costi per i lavoratori direttamente impiegati nelle attività di design.
Consulenze esterne: Compensi per professionisti, studi professionali o imprese esterne specializzate.
Ammortamenti: Quote relative a strumenti e software utilizzati per la progettazione e la prototipazione.
Materiali: Spese per forniture e materiali necessari alla realizzazione dei prototipi (spesso limitate al 30% delle spese per il personale o consulenze).
3. Nuovi Adempimenti e Condizioni
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una procedura più rigorosa per il monitoraggio:
Comunicazione Preventiva/Consuntiva: Le imprese devono trasmettere telematicamente al MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) una comunicazione contenente l'ammontare delle spese e il credito maturato.
Obbligo di Certificazione: È necessaria la certificazione contabile delle spese (spesso rilasciata dal revisore legale). Per le imprese non soggette a revisione legale dei conti, le spese per la certificazione sono agevolabili fino a 5.000 euro.
Requisiti generali: Durc regolare, rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro e assenza di sanzioni interdittive.
4. Settori Chiave
Sebbene la misura sia trasversale a tutto il comparto manifatturiero, i settori che storicamente ne beneficiano maggiormente sono:
Moda e Tessile (per il rinnovo stagionale delle collezioni).
Arredo e Mobili.
Calzaturiero e Accessori.
Automotive (componentistica estetica).
Nota importante: Mentre il bonus Design è stato prorogato e potenziato, la componente legata alla sola "Innovazione Tecnologica" non è stata oggetto di proroga specifica nella stessa misura, concentrando le risorse nel 2026 principalmente su Ricerca & Sviluppo (aliquota 10% fino al 2031) e Design.




