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Nuovo Iperammortamento 2026-2028: Guida al Decreto Attuativo


Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito le regole operative per il nuovo Iperammortamento 2026-2028, l'incentivo che raccoglie l'eredità di Transizione 4.0 e 5.0. Il decreto, ora al vaglio del MEF e della Corte dei Conti, chiarisce i requisiti tecnici, le scadenze e l'importante novità della Certificazione d'Origine Europea.


1. Cronoprogramma e decorrenza degli investimenti

L'incentivo ha una durata complessiva di due anni e nove mesi: inizia il 1° gennaio 2026 e termina il 30 settembre 2028.

Il decreto chiarisce che non fa fede la data dell'ordine, bensì quella della consegna o spedizione del bene (secondo l'Art. 109 del TUIR). Questo significa che macchinari ordinati nel 2025 ma consegnati a partire da gennaio 2026 rientrano pienamente nell'agevolazione.


2. Il vincolo del "Made in EU"

Per accedere al beneficio i beni devono essere prodotti in uno Stato membro dell'UE o dello Spazio Economico Europeo (SEE).

  • Beni Materiali (Macchinari): L'impresa deve possedere un certificato di origine della Camera di Commercio o una dichiarazione del produttore che attesti l'avvenuta "trasformazione sostanziale" in territorio UE.

  • Software (Beni Immateriali): La produzione è considerata europea se:

    • Almeno il 50% del valore dello sviluppo è riconducibile a soggetti operanti in UE/SEE.

    • Le fasi cruciali (architettura, codice sorgente, testing) sono avvenute in Europa.

    • (Le componenti open source sono escluse dal calcolo dell'origine).

  • Fotovoltaico: Resta l'obbligo di utilizzare pannelli ad alta efficienza prodotti in UE (categorie b e c del D.L. 181/2023), iscritti nel registro ENEA.


3. Iter burocratico: le 3 fasi della comunicazione

L'accesso all'incentivo non è automatico ma richiede tre passaggi tramite la piattaforma del GSE:

  1. Comunicazione Preventiva: Indica l'importo e la tipologia degli investimenti pianificati.

  2. Comunicazione di Conferma: Da inviare entro 60 giorni dalla ricevuta del GSE, attestando il versamento di un acconto di almeno il 20%.

  3. Comunicazione di Completamento: Da trasmettere entro il 15 novembre 2028, allegando perizie e certificazioni finali.


4. Perizia Tecnica e Certificazione Contabile

Per convalidare l'investimento è necessaria una perizia tecnica asseverata rilasciata da ingegneri, periti industriali o enti accreditati (agronomi per il settore agricolo).

  • Semplificazione: Sotto i 300.000 euro di investimento per singolo bene, la perizia può essere sostituita da una dichiarazione del legale rappresentante.

  • Certificazione Contabile: Obbligatoria per tutti, deve attestare l'effettivo esborso finanziario. Per le imprese non soggette a revisione legale, le spese per la certificazione possono essere agevolate (entro certi limiti).


5. Focus Energia: Autoproduzione e Rinnovabili

Il decreto incentiva l'indipendenza energetica con massimali di spesa specifici:

  • Limiti di potenza: Gli impianti non possono superare il 105% del fabbisogno energetico annuo della struttura.

  • Costi massimi ammessi: * Fotovoltaico: da 1.420 €/kW a 840 €/kW (in base alla taglia).

    • Sistemi di accumulo: massimo 900 €/kWh.

    • Eolico e Pompe di calore: soggetti a massimali decrescenti per potenza.


6. Controlli e Sanzioni

Il GSE effettuerà controlli formali e di merito. La documentazione (fatture, DDT, perizie) deve essere conservata per 10 anni. La decadenza dal beneficio scatta in caso di dichiarazioni mendaci, mancata interconnessione o cessione dei beni all'estero prima dei termini previsti.


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