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Autoimpiego Centro-Nord: Incentivi a Fondo Perduto per Under 35

Immagine del redattore: Forgest Finance
Forgest Finance
3 ore fa
Tempo di lettura: 6 min
autoimpiego centro nord under 35

Avviare un’attività propria in Italia è da sempre un’avventura affascinante ma ricca di ostacoli soprattutto per chi si affaccia al mondo del lavoro con buone idee e risorse finanziarie limitate. Per rispondere a questa sfida e trasformare la creatività dei giovani in realtà aziendali concrete e durature nasce il bando Autoimpiego Centro-Nord (ACN). Promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito del Programma Nazionale Giovani, Donne e Lavoro FSE+ 2021-2027, questa misura mette in campo un paniere di risorse pari a 219,6 milioni di euro, gestite operativamente da Invitalia S.p.A.

Si tratta di un intervento strategico che punta a cambiare l'approccio al lavoro autonomo nel nostro Paese, offrendo non solo importanti finanziamenti a fondo perduto, ma anche un affiancamento concreto per guidare i neo-imprenditori nel complesso panorama aziendale contemporaneo. 


La misura Autoimpiego Centro-Nord trova le sue basi giuridiche nel Capo III del Decreto Ministeriale dell'11 luglio 2025. La sua filosofia non si limita al semplice trasferimento di risorse economiche ma mira a generare un impatto sociale e occupazionale a lungo termine. 

Il bando intende intercettare quei giovani che si trovano ai margini del sistema produttivo o bloccati in contesti di precarietà lavorativa, offrendo loro una corsia preferenziale verso l'autonomia finanziaria.

I territori interessati comprendono le regioni del Centro e Nord Italia — tra cui Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche. In queste aree geografiche l'iniziativa promuove la nascita di imprese orientate al futuro, incoraggiando fortemente la transizione ecologica e l'adozione di soluzioni tecnologico-digitali. L'idea di fondo è che un'attività nascente debba essere sostenibile non soltanto dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista ambientale e sociale.


L'accesso alle agevolazioni è riservato a una specifica platea anagrafica e professionale. I destinatari principali sono i giovani che hanno già compiuto 18 anni e che non hanno ancora raggiunto il compimento del trentacinquesimo anno di età (ovvero con un'età compresa tra 18 e 34 anni e 364 giorni) al momento della presentazione della domanda.

Dal punto di vista della posizione lavorativa il bando si rivolge prioritariamente a chi si trova in una condizione di svantaggio sul mercato del lavoro. Possono infatti partecipare inoccupati, inattivi e disoccupati compresi i beneficiari delle misure del programma GOL. Accanto a queste categorie, la misura si apre anche ai cosiddetti working poor, ossia quei lavoratori che, pur svolgendo un'attività, percepiscono redditi talmente bassi da rientrare nella soglia di incapacità fiscale.


Le opportunità offerte da Autoimpiego Centro-Nord coprono una gamma estremamente vasta di soluzioni professionali e societarie. È infatti possibile avviare attività di lavoro autonomo, libere professioni sia individuali sia associate, ditte individuali, società di persone (come SNC e SAS), società di capitali (inclusi i modelli SRL ed SRL semplificate), cooperative e società tra professionisti (STP). Qualora si opti per una forma societaria la normativa stabilisce un requisito inderogabile: la maggioranza numerica delle quote di partecipazione e dell'organo di amministrazione deve rimanere saldamente in mano a giovani in possesso dei requisiti soggettivi previsti dal bando.

Per evitare sovrapposizioni o abusi il bando fissa anche un vincolo preciso sul pregresso professionale, i richiedenti non devono aver svolto o gestito un'attività identificata dal medesimo codice ATECO nei sei mesi antecedenti la presentazione della domanda. Inoltre, l'iniziativa da finanziare deve essere nuova risultare inattiva al momento dell'invio dell'istanza ed essere stata costituita nel mese di presentazione della domanda o in quello immediatamente precedente.

Per quanto riguarda i settori ammessi l'agevolazione presenta un carattere di grande apertura, accogliendo quasi ogni ambito economico. Le uniche vere eccezioni riguardano la produzione primaria nei settori dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca, oltre ai settori tradizionalmente esclusi dai regolamenti comunitari in materia di aiuti di Stato de minimis.


Per venire incontro alle differenti dimensioni ed esigenze dei progetti imprenditoriali, il bando Autoimpiego Centro-Nord è stato articolato in due macro-linee di intervento a fondo perduto, a cui si affianca un prezioso modulo di supporto non finanziario.


  1. Il Voucher a Fondo Perduto per la Micro-Imprenditorialità

La prima modalità d'aiuto si rivolge a progetti di entità più contenuta o all'avvio di studi professionali. Il voucher copre fino al 100% dell'investimento ammissibile, partendo da una soglia base di 30.000 euro. Questa cifra può però salire fino a 40.000 euro qualora la domanda includa specifici elementi di qualità.

Per accedere alla maggiorazione di 10.000 euro, richiesta espressamente nella domanda iniziale, l'imprenditore deve destinare almeno il 20% delle spese complessive all'acquisto di beni o servizi legati alle tecnologie digitali, alla sostenibilità ambientale o all'efficienza energetica. In alternativa, la maggiorazione viene riconosciuta se si destinano almeno 5.000 euro a consulenze tecnico-specialistiche erogate da Enti del Terzo Settore (ETS) iscritti al RUNTS. I tempi di attuazione per la linea voucher sono rapidi: i programmi devono essere realizzati ed erogati entro 9 mesi dalla concessione, con possibilità di chiedere una proroga motivata fino a un massimo di 12 mesi.


  1. Il Contributo a Fondo Perduto per Programmi di Investimento

Per le iniziative d'impresa strutturate che richiedono macchinari complessi, interventi sulle sedi o piattaforme avanzate, il bando prevede contributi su programmi di investimento più ampi:

  • Per progetti con spese ammissibili fino a 120.000 euro, l'agevolazione copre a fondo perduto fino al 65% dei costi.

  • Per investimenti compresi tra 120.000 euro e 200.000 euro, la copertura del contributo a fondo perduto si attesta fino al 60%.

In questo caso data la maggiore complessità gestionale, il tempo concesso per completare gli investimenti è fissato a 16 mesi dalla data di ammissione, estendibili a 20 mesi previa richiesta di proroga.


Oltre alle somme erogate a fondo perduto ogni iniziativa ammessa riceve un servizio di tutoraggio del valore convenzionale di 5.000 euro. Questo supporto, erogato direttamente da Invitalia in collaborazione con l’Ente Nazionale per il Microcredito, affianca i giovani nelle fasi più delicate del percorso iniziale offrendo affiancamento formativo, consulenza strategica, assistenza nella gestione contabile e supporto nell'organizzazione aziendale.


La corretta pianificazione delle spese è il cuore di ogni business plan vincente. Il bando Autoimpiego Centro-Nord fissa criteri molto precisi in merito ai beni e ai servizi che possono rientrare nel conteggio dell'agevolazione. Il principio cardine è che tutti i costi debbono essere strettamente funzionali all'attività e sostenuti successivamente alla data di invio della domanda.


Tra le voci di spesa finanziabili rientrano macchinari, impianti, attrezzature e arredi, a patto che si tratti di beni rigorosamente nuovi di fabbrica. L'acquisto di veicoli, attrezzature specifiche o arredi da ufficio deve essere accompagnato da una chiara dimostrazione di indispensabilità rispetto agli scopi del progetto; tali beni dovranno inoltre risultare completamente ammortizzati all'interno dell'operazione ed essere stati scelti in base al criterio di massima economicità. La piccola attrezzatura da lavoro è ammissibile a patto che venga capitalizzata nel registro dei beni ammortizzabili.

Sul fronte dell'innovazione immateriale, sono coperti i programmi informatici, i software gestionali, i servizi ICT e le spese relative all'ideazione e alla realizzazione di marchi aziendali (mentre restano a carico dell'impresa le spese di deposito, i diritti di registro e i bolli).

Un capitolo a parte riguarda le ristrutturazioni edilizie e le consulenze specialistiche:

  • Opere edilizie: Completamente escluse nella linea Voucher. Nel Contributo all'investimento, invece, le opere di ristrutturazione o manutenzione straordinaria della sede operativa sono ammesse entro il limite massimo del 50% del valore totale del programma. Negli stessi limiti rientrano gli adeguamenti degli impianti generali.

  • Consulenze ETS: Le consulenze erogate da Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS sono ammissibili entro il 30% delle spese complessive. Tali prestazioni devono essere focalizzate sullo sviluppo di prodotti o processi innovativi, sulla realizzazione e il testing di prototipi, modelli e matrici, oppure sull'ottenimento di certificazioni ambientali ed energetiche.


Per evitare brutte sorprese in sede di rendicontazione è fondamentale conoscere le voci tassativamente escluse dai finanziamenti. Non sono ammessi i costi per l'acquisto di terreni o fabbricati, così come le spese per materie prime, scorte di magazzino, costi per il personale, utenze di esercizio, canoni di locazione (affitti) e di leasing, interessi passivi, imposte e tasse.

Restano escluse anche le consulenze ordinarie (legali, fiscali, tributarie o amministrative) e i compensi versati a terzi per la mera redazione o presentazione della domanda di agevolazione. Infine la gestione dell'IVA segue le regole classiche dell'UE, l'imposta è finanziabile soltanto se rappresenta un costo effettivo non recuperabile per il beneficiario; se l’IVA è detraibile non può in alcun modo essere inserita tra le spese agevolabili.


Tutte le forme di aiuto (voucher, contributi e i 5.000 euro di tutoring) rientrano pienamente nell'ambito del regime comunitario de minimis (Regolamento UE 2023/2831). Gli aspiranti imprenditori devono quindi valutare preventivamente l'ammontare degli aiuti di Stato già ricevuti nei due anni precedenti e nell'anno in Click Mecorso per assicurarsi di non superare il soffitto massimo previsto dalla UE.


LA SCADENZA TASSATIVA DEL 2028: Un dettaglio cruciale troppo spesso sottovalutato riguarda i termini di rendicontazione finale. Indipendentemente dalla durata del progetto (sia esso a 9, 12, 16 o 20 mesi), la richiesta di erogazione del saldo finale deve essere presentata entro 3 mesi dal pagamento dell'ultimo titolo di spesa e, in ogni caso, tassativamente entro e non oltre il 30 giugno 2028. Il mancato rispetto di questo limite temporale invalida l'intera operazione, portando alla revoca del contributo concedibile.



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