Moda Made in Italy: 100 milioni di euro per il rilancio e lo sviluppo della filiera


Un nuovo impulso per uno dei settori simbolo dell’economia italiana.
Il settore della moda rappresenta uno dei pilastri del Made in Italy, un comparto che da decenni contribuisce in maniera significativa alla crescita economica, all’occupazione e alla reputazione internazionale del nostro Paese.
In un contesto caratterizzato da profonde trasformazioni dei mercati globali, dall’aumento dei costi produttivi e dalla crescente competizione internazionale, il Governo ha deciso di intervenire con una misura straordinaria a sostegno delle imprese del settore.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha infatti firmato il decreto attuativo che mette a disposizione 100 milioni di euro per il sostegno e il rilancio della filiera della moda, del tessile e degli accessori. L’intervento dà attuazione all’articolo 3 della Legge annuale sulle PMI (Legge 11 marzo 2026, n. 34) e punta a rafforzare la competitività delle piccole e medie imprese che operano in una delle filiere più rappresentative dell’eccellenza italiana.
Le risorse saranno erogate attraverso il Fondo per la Crescita Sostenibile e saranno dedicate alle PMI che intendono realizzare programmi di sviluppo di valore compreso tra 1 e 20 milioni di euro. L’obiettivo è favorire investimenti capaci di aumentare la competitività delle imprese, consolidare la produzione sul territorio nazionale e valorizzare il patrimonio di competenze distintive che caratterizza il Made in Italy.
Il provvedimento nasce dalla consapevolezza che il settore moda non rappresenta soltanto un comparto economico, ma anche un importante elemento identitario per il Paese.
Dalla produzione tessile alla pelletteria, dalla manifattura calzaturiera agli accessori di lusso, migliaia di imprese contribuiscono ogni giorno a creare valore, innovazione e occupazione.
Secondo quanto dichiarato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il decreto rappresenta una risposta concreta a un settore strategico per l’economia nazionale, con l’obiettivo di premiare le aziende che producono in Italia, valorizzano la filiera nazionale e tutelano il patrimonio professionale dei territori.
Il nuovo incentivo è destinato a sostenere programmi di sviluppo che abbiano una forte ricaduta sulla crescita e sulla modernizzazione delle imprese.
In particolare, i progetti dovranno contribuire a:
valorizzare i processi produttivi localizzati in Italia;
favorire l'utilizzo prevalente di semilavorati di origine italiana o europea;
rafforzare le aggregazioni tra imprese lungo la catena del valore;
sostenere l'innovazione e la crescita dimensionale delle PMI;
promuovere la tutela dell’occupazione e delle competenze professionali.
L’intento è quello di consolidare una filiera sempre più integrata, resiliente e capace di affrontare le sfide del mercato globale, mantenendo elevati standard qualitativi e produttivi.
Uno degli aspetti più interessanti della misura riguarda la struttura dell’agevolazione.
Le imprese potranno beneficiare di una combinazione tra:
contributi a fondo perduto;
finanziamenti agevolati.
I finanziamenti agevolati potranno coprire fino al 20% degli investimenti ammissibili, mentre l’intensità complessiva delle agevolazioni potrà raggiungere il 75% delle spese sostenute.
Si tratta di un livello di copertura particolarmente significativo, in grado di ridurre sensibilmente il fabbisogno finanziario delle imprese e di incentivare l’avvio di investimenti che, in molti casi, potrebbero essere rinviati o ridimensionati a causa delle difficoltà economiche o dell’incertezza dei mercati.
I programmi finanziabili potranno comprendere diverse tipologie di intervento, con una visione integrata dello sviluppo aziendale.
Tra le spese ammissibili rientrano gli investimenti produttivi destinati alla creazione, ampliamento, riconversione o ristrutturazione di unità produttive. Questo significa che le imprese potranno investire in nuovi stabilimenti, ammodernare gli impianti esistenti o potenziare la propria capacità produttiva.
Particolare attenzione viene dedicata anche all’innovazione.
Il decreto consente infatti di finanziare progetti di innovazione di processo e organizzativa, fino a una quota pari al 40% dell’investimento complessivo.
L’obiettivo è accompagnare la trasformazione digitale delle aziende, favorendo l’adozione di tecnologie avanzate, sistemi di gestione più efficienti e modelli produttivi maggiormente orientati alla sostenibilità.
Non meno importante è il sostegno alla formazione.
I programmi di sviluppo potranno includere piani formativi per il personale, fino al 20% dell’investimento. Un elemento strategico per un comparto che fonda il proprio successo non solo sulla qualità delle produzioni, ma soprattutto sulle competenze, sull’artigianalità e sul know-how dei lavoratori.
Per i programmi di investimento produttivo che prevedono spese superiori a 5 milioni di euro, il decreto apre inoltre alla possibilità di finanziare attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
Questa opportunità può risultare particolarmente interessante per le imprese che intendono sviluppare nuovi materiali, processi innovativi, soluzioni sostenibili o prodotti ad alto contenuto tecnologico. L’integrazione tra manifattura tradizionale e innovazione rappresenta infatti uno dei fattori chiave per mantenere la leadership italiana nel settore moda a livello internazionale.
Uno degli aspetti più rilevanti del provvedimento riguarda il sostegno alle aziende di minori dimensioni.
Il decreto prevede che il 25% delle risorse complessive venga riservato alle micro e piccole imprese.
Questa scelta riconosce il ruolo fondamentale svolto dalle realtà artigiane e dalle piccole aziende che costituiscono la spina dorsale della filiera moda italiana. Sono proprio queste imprese, spesso altamente specializzate, a custodire competenze uniche e a garantire quell’eccellenza manifatturiera che distingue il Made in Italy nel mondo.
Particolarmente interessate potranno essere le imprese del comparto calzaturiero, della pelletteria, della maglieria e degli accessori, settori che negli ultimi anni hanno dovuto affrontare sfide significative legate alla concorrenza internazionale e alla volatilità della domanda.
Accanto al sostegno dimensionale, il decreto introduce anche una forte attenzione al riequilibrio territoriale.
Ben il 40% delle risorse disponibili, pari a 40 milioni di euro, sarà destinato alle regioni del Mezzogiorno.
L’obiettivo è favorire nuovi investimenti nelle aree del Sud Italia, contribuendo alla crescita economica locale, alla creazione di occupazione qualificata e al rafforzamento delle filiere produttive presenti sul territorio.
Questa scelta potrebbe generare importanti opportunità per le imprese meridionali della moda, consentendo loro di accelerare percorsi di innovazione, espansione produttiva e internazionalizzazione.
Sebbene il decreto abbia già definito le condizioni generali della misura, le modalità operative per la presentazione delle domande saranno rese note attraverso un successivo provvedimento della Direzione Generale per gli Incentivi alle Imprese del MIMIT.
Per le aziende della filiera moda è quindi fondamentale iniziare fin da subito a valutare i propri programmi di investimento, individuando progetti coerenti con gli obiettivi del bando e predisponendo la documentazione necessaria.
I 100 milioni di euro stanziati rappresentano infatti una concreta occasione per rafforzare la competitività delle imprese italiane, sostenere l’innovazione e valorizzare un settore che continua a essere uno dei principali ambasciatori del Made in Italy nel mondo.



