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La Scadenza del GBER a Fine 2026: Cosa Cambia per i Bandi dal 2027

Immagine del redattore: Forgest Finance
Forgest Finance
4 giorni fa
Tempo di lettura: 5 min
Regolamento Generale di Esenzione per Categoria

Il panorama europeo delle agevolazioni pubbliche e della finanza agevolata si avvia verso uno degli snodi normativi più rilevanti del decennio. Il prossimo 31 dicembre 2026 segnerà la scadenza formale dell'efficacia del Regolamento (UE) n. 651/2014, conosciuto nel settore come GBER (General Block Exemption Regulation o Regolamento Generale di Esenzione per Categoria). Questo strumento ha rappresentato, per oltre un decennio, la spina dorsale dell'architettura degli aiuti di Stato in Europa, consentendo agli Stati membri di erogare miliardi di euro sotto forma di contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e crediti d'imposta senza doversi sottoporre alle complesse e lunghe procedure di notifica preventiva alla Commissione Europea.

Con l'avvicinarsi del 2027, le amministrazioni pubbliche, i soggetti gestori e le imprese sono chiamati a comprendere tempestivamente le dinamiche di questa transizione per orientare in modo proattivo le proprie pianificazioni finanziarie e industriali.


Che cos'è il GBER e perché rappresenta il pilastro delle agevolazioni:


Il principio cardine del diritto dell'Unione Europea, sancito dall'articolo 107 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE), vieta in linea generale gli aiuti di Stato in quanto potenzialmente distorsivi della libera concorrenza nel mercato unico. Tuttavia, per sostenere obiettivi strategici di interesse comune — come la ricerca e innovazione, la transizione ecologica, lo sviluppo regionale e l'occupazione — il TFUE prevede rilevanti deroghe. Il Regolamento GBER nasce proprio per dare concretezza a queste eccezioni in maniera snella.


In termini pratici, il GBER stabilisce una serie di condizioni rigide ma predeterminate (intensità di aiuto, soglie di spesa, categorie di beneficiari e tipologie di investimenti ammissibili). Se un bando pubblico rispetta scrupolosamente i criteri fissati dal Regolamento, l'aiuto è considerato "esentato" dall'obbligo di notifica e autorizzazione preventiva da parte di Bruxelles. Questo meccanismo ha ridotto i tempi di attivazione dei bandi nazionali e regionali da diversi mesi a poche settimane, permettendo l'attuazione di misure chiave come gli incentivi per la transizione 4.0/5.0, i fondi di ricerca e sviluppo, il Fondo Nazionale per la Transizione Industriale e le misure a sostegno delle regioni svantaggiate.


La scadenza originaria del Regolamento (UE) n. 651/2014 era fissata per il 31 dicembre 2020. Tuttavia, il contesto straordinario segnato dalla pandemia di COVID-19, dalla successiva crisi energetica e dalle tensioni geopolitiche globali ha spinto la Commissione Europea a rivedere più volte le tempistiche e i contenuti della disciplina degli aiuti di Stato.


Attraverso il Regolamento (UE) 2023/1315 del 23 giugno 2023, la Commissione ha introdotto modifiche sostanziali per allineare il GBER agli obiettivi del Green Deal Europeo, della strategia digitale e dell'iniziativa REPowerEU, estendendone contestualmente l'efficacia fino al 31 dicembre 2026. L'estensione ha consentito di completare l'impiego delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dei Fondi di Coesione UE relativi al ciclo di programmazione 2021-2027. Ciononostante, il termine feriale del 2026 rappresenta una scadenza invalicabile oltre la quale i regimi di aiuto esistenti non potranno più essere applicati nella loro veste attuale.


Cosa Cambia per i Bandi Pubblici dal 1° Gennaio 2027

L'arrivo del 2027 non comporta l'interruzione dei contributi alle imprese, ma impone una profonda riorganizzazione delle basi giuridiche dei bandi da parte delle amministrazioni pubbliche (Ministeri, Regioni, Camere di Commercio). Gli impatti principali si articolano su tre livelli distinti:


È consuetudine che la Commissione Europea approvi un nuovo Regolamento di Esenzione (o un sostanziale aggiornamento) da far entrare in vigore dal 1° gennaio 2027. Tuttavia, tutti i regolamenti attuativi e i decreti nazionali basati sul vigente Regolamento n. 651/2014 dovranno essere formalmente riadattati. I bandi pubblicati nel 2027 dovranno richiamare i nuovi riferimenti normativi e adeguarsi a eventuali nuove soglie o intensità di aiuto.


Il GBER prevede una clausola di salvaguardia (generalmente di 6 mesi) che concede agli Stati membri un breve margine di flessibilità per adeguare i regimi esistenti alle nuove regole. Tuttavia, gli interventi che non si adegueranno tempestivamente rischiano di subire blocchi operativi o di richiedere notifiche individuali a Bruxelles, con un notevole rallentamento della spesa pubblica.


Un altro aspetto di forte rilievo riguarda la "Carta degli Aiuti a Finalità Regionale 2022-2027". Molte delle maggiorazioni stabilite per gli investimenti nelle zone assistite del Paese sono strettamente connesse al periodo di validità della Carta e del GBER.

Dal 2027, la ridefinizione delle mappe delle aree agevolate e dei massimali di aiuto potrebbe comportare rimodulazioni delle percentuali di contributo concedibili.


Ambito / Categoria di Aiuto

Assetto Normativo fino al 31/12/2026

Prospettive e Impatti dal 2027

Base Giuridica Bandi

Regolamento (UE) n. 651/2014 e s.m.i. (GBER vigente)

Adozione del nuovo GBER post-2026 e adeguamento dei decreti nazionali.

Investimenti Green & Decarbonizzazione

Soglie elevate introdotte dal Reg. (UE) 2023/1315

Ulteriore irrigidimento dei criteri di sostenibilità e principio "DNSH".

Aiuti Regionali agli Investimenti

Incentivi definiti dalla Carta Aiuti Regionali 2022-2027

Possibile ricalibrazione dei massimali di intensità d'aiuto per PMI e grandi imprese.

Procedure di Notifica

Esenzione diretta ex ante per la grande maggioranza dei bandi

Rischio di notifiche individuali temporanee in caso di ritardi nell'adeguamento.


Quali scenari si aprono per le imprese e gli enti attuatori?


La transizione verso il quadriennio post-2026 richiede un'analisi strategica sia per il settore pubblico che per il settore privato:


  • Corsa alla rendicontazione dei progetti in corso: Le imprese che usufruiscono di contributi nell'ambito di bandi approvati sotto l'attuale GBER dovranno prestare massima attenzione alle scadenze di rendicontazione finale per evitare che il completamento delle attività ricada in finestre d'incertezza normativa.


  • Integrazione con la disciplina "De Minimis": In caso di transitori rallentamenti nell'emanazione dei nuovi bandi GBER, è probabile che i soggetti erogatori facciano un ricorso più massiccio al Regolamento "De Minimis" (Regolamento UE 2023/2831), il cui massimale è stato recentemente innalzato a 300.000 euro nell'arco di un triennio. Tuttavia, il De Minimis non può sostituire la capacità finanziaria dei grandi bandi di investimento a valere sul GBER.


  • Istruttorie rigorose su Trasparenza e Registri Aiuti: Con l'evoluzione della disciplina europea, vengono rafforzati gli obblighi di trasparenza attraverso la pubblicazione sul Registro Nazionale degli Aiuti di Stato (RNA), imponendo alle aziende una costante verifica delle proprie posizioni per evitare il superamento dei tetti cumulativi d'aiuto.


Per affrontare con successo la scadenza del GBER ed evitare il rischio di sovrapposizioni o perdita di opportunità agevolative, le aziende e i consulenti di finanza agevolata dovrebbero adoperarsi fin da ora attraverso tre azioni chiave:


  1. Pianificazione anticipata dei piani di investimento: I progetti di ricerca, sviluppo, innovazione o efficientamento energetico programmati a cavallo tra il 2026 e il 2027 dovrebbero, ove possibile, accelerare le fasi contrattuali per rientrare nei decreti di concessione stilati entro il 31 dicembre 2026.


  2. Monitoraggio delle finestre di pubblicazione dei bandi: Le amministrazioni locali e nazionali stanno pubblicando gli ultimi avvisi con clausole di chiusura strettamente legate alla validità del quadro attuale. È opportuno verificare sempre nei regolamenti la voce "base giuridica" e il termine ultimo per la concessione dell'aiuto.


  3. Monitoraggio dei testi della Commissione UE: Nella seconda metà del 2026, la Commissione Europea renderà note le bozze ufficiali della nuova stesura del Regolamento GBER. Seguire da vicino la consultazione pubblica consentirà di anticipare i futuri trend agevolativi, con particolare attenzione alle tecnologie critiche, all'autonomia strategica europea e ai criteri di sostenibilità ecologica.


La scadenza del Regolamento GBER al 31 dicembre 2026 non deve essere letta come un'interruzione delle politiche di sostegno industriale, bensì come un fisiologico processo di rinnovamento del quadro regolatorio dell'Unione Europea.



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