Resto al Sud 2.0: La Nuova Frontiera dell' Autoimprenditorialità

Aggiornamento: 3 ago

Il sostegno all'imprenditorialità giovanile rappresenta una delle priorità delle politiche di sviluppo economico italiane. Con il Decreto Coesione, il Governo ha introdotto Resto al Sud 2.0, una nuova misura destinata a favorire la nascita di imprese, attività professionali e iniziative di lavoro autonomo nelle regioni del Mezzogiorno. La misura si inserisce nel più ampio Piano Integrato Autoimpiego, gestito da Invitalia, con l'obiettivo di creare nuove opportunità occupazionali e contrastare il divario economico tra Nord e Sud Italia.
In questa guida analizziamo nel dettaglio come funziona Resto al Sud 2.0, chi può accedere alle agevolazioni, quali sono le spese finanziabili e perché rappresenta un'opportunità concreta per chi desidera avviare un'attività imprenditoriale nel Mezzogiorno.
Cos'è Resto al Sud 2.0
Resto al Sud 2.0 nasce nell'ambito del Decreto Legge n. 60/2024 (Decreto Coesione) e costituisce l'evoluzione del precedente programma Resto al Sud. La nuova misura è progettata per favorire l'avvio di nuove attività economiche da parte di giovani che si trovano in condizioni di disoccupazione, inattività o fragilità occupazionale.
L'incentivo si rivolge esclusivamente alle iniziative localizzate nelle regioni del Mezzogiorno e prevede un sistema di sostegno che combina contributi a fondo perduto, voucher per le fasi iniziali di avvio e percorsi di formazione e accompagnamento imprenditoriale.
L'obiettivo non è soltanto finanziare nuove imprese, ma accompagnare i giovani lungo l'intero percorso di creazione dell'attività, aumentando le probabilità di successo del progetto imprenditoriale.
Chi può beneficiare dell'incentivo
Resto al Sud 2.0 è rivolto ai giovani con un'età inferiore ai 35 anni che intendano avviare una nuova attività imprenditoriale, professionale o di lavoro autonomo nel Mezzogiorno. Tra i destinatari rientrano:
Disoccupati;
Inoccupati;
Inattivi;
Beneficiari del Programma GOL;
Persone in condizioni di marginalità sociale o fragilità economica;
Working poor con redditi inferiori alle soglie di incapienza fiscale previste dalla normativa vigente.
Le iniziative possono essere realizzate in forma di:
Ditta individuale;
Lavoro autonomo;
Libera professione;
Società di persone;
Società di capitali;
Società tra professionisti.
Le regioni interessate
L'incentivo è destinato esclusivamente alle attività con sede operativa nelle regioni del Mezzogiorno appartenenti alla ZES Unica:
Abruzzo;
Basilicata;
Calabria;
Campania;
Molise;
Puglia;
Sardegna;
Sicilia.
La scelta di concentrare le risorse in queste aree mira a sostenere lo sviluppo economico locale, favorendo la nascita di nuove imprese e la creazione di posti di lavoro stabili.
Quali agevolazioni prevede Resto al Sud 2.0
Uno degli aspetti più interessanti della misura riguarda l'articolazione degli aiuti, che variano in funzione delle dimensioni del progetto imprenditoriale.
Voucher per le nuove attività
Per i progetti di minore dimensione è previsto un voucher a fondo perduto che può arrivare fino a 40.000 euro, elevabile fino a 50.000 euro in presenza di investimenti caratterizzati da innovazione tecnologica, digitalizzazione, sostenibilità ambientale o transizione ecologica.
Questa formula permette ai giovani imprenditori di coprire integralmente le spese iniziali necessarie per avviare la propria attività.
Contributi per investimenti più strutturati
Per programmi di investimento di maggiore entità sono previsti contributi a fondo perduto particolarmente vantaggiosi:
Fino al 75% delle spese ammissibili per investimenti fino a 120.000 euro;
Fino al 70% delle spese ammissibili per investimenti compresi tra 120.000 e 200.000 euro.
Si tratta di percentuali estremamente rilevanti che consentono di ridurre significativamente il fabbisogno finanziario dell'impresa nella fase di start-up.
Quali spese possono essere finanziate
Le agevolazioni sono finalizzate a sostenere gli investimenti indispensabili per la nascita e lo sviluppo della nuova attività.
Tra le principali spese generalmente riconducibili ai progetti finanziabili rientrano:
Acquisto di macchinari e attrezzature;
Hardware e software;
Tecnologie digitali;
Strumenti per la transizione energetica;
Arredi e impianti;
Spese per l'avvio dell'attività;
Investimenti destinati all'innovazione di processo o di prodotto.
Particolare attenzione viene riservata ai progetti innovativi e sostenibili, che possono beneficiare delle forme di agevolazione più elevate previste dalla misura.
Una delle novità più significative di Resto al Sud 2.0 riguarda l'integrazione tra contributi economici e servizi di accompagnamento.
I beneficiari possono accedere a percorsi di:
Formazione imprenditoriale;
Orientamento;
Tutoraggio specialistico;
Assistenza nella definizione del business plan;
Supporto durante le fasi iniziali di gestione dell'impresa.
Questo approccio consente di superare uno dei principali limiti delle politiche di incentivo tradizionali: finanziare un investimento senza garantire al beneficiario le competenze necessarie per trasformarlo in un'attività sostenibile nel tempo.
Perché Resto al Sud 2.0 può fare la differenza
Molti giovani possiedono competenze, idee e capacità imprenditoriali ma incontrano difficoltà nell'accesso ai capitali necessari per avviare un'impresa.
In questo contesto, Resto al Sud 2.0 offre alcuni vantaggi particolarmente rilevanti:
Riduzione del rischio finanziario
La presenza di contributi a fondo perduto consente di limitare il capitale proprio necessario per partire.
Maggiore accesso all'imprenditorialità
Anche chi non dispone di risorse finanziarie significative può valutare l'avvio di un progetto imprenditoriale.
Incentivo alla permanenza dei giovani nel territorio
La misura contribuisce a contrastare il fenomeno della migrazione verso altre aree del Paese o verso l'estero, favorendo lo sviluppo locale.
Sostegno all'innovazione
I maggiori contributi destinati ai progetti innovativi favoriscono la diffusione di tecnologie digitali e modelli di business avanzati.
Resto al Sud 2.0 rappresenta una delle più importanti opportunità attualmente disponibili per i giovani che desiderano avviare un'impresa nel Mezzogiorno. Grazie alla combinazione di contributi a fondo perduto, percorsi di accompagnamento e incentivi dedicati all'innovazione, la misura punta a favorire la nascita di nuove realtà imprenditoriali capaci di generare occupazione e crescita economica.
Per chi possiede un'idea imprenditoriale e intende svilupparla nel Sud Italia, monitorare l'apertura degli sportelli e preparare tempestivamente un progetto strutturato può rappresentare il primo passo verso la realizzazione di un'iniziativa di successo.



