Resto al Sud 2.0: La Nuova Frontiera dell' Autoimprenditorialità
- Forgest Finance

- 16 mar
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 14 mag

Il panorama degli incentivi per chi vuole mettersi in proprio in Italia sta cambiando ulteriormente. Con il recente Decreto Coesione, il governo ha introdotto Resto al Sud 2.0, una versione potenziata e aggiornata dello storico fondo gestito da Invitalia.
Le Novità Principali
A differenza della versione precedente, la 2.0 non si limita a finanziare l'apertura di una partita IVA, ma sposta l'accento su due pilastri fondamentali: transizione ecologica e digitale.
Ecco cosa cambia in concreto:
Target mirato: L’incentivo è rivolto principalmente ai giovani (under 35), ma include anche soggetti in condizioni di marginalità o disoccupazione.
Ampliamento Geografico: Sebbene il cuore resti il Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), sono previste misure specifiche anche per le aree del cratere sismico del Centro Italia e per le zone svantaggiate.
Mix di agevolazioni: Non più solo prestiti, ma un pacchetto che combina voucher, contributi a fondo perduto e agevolazioni sui tassi di interesse.
Cosa viene finanziato?
Il bando sostiene la nascita di nuove attività in tutti i settori (industria, artigianato, servizi, turismo, commercio e libere professioni).
I settori chiave includono:
Servizi alle imprese e alle persone.
Turismo e valorizzazione culturale.
Produzione di beni industriali e artigianali.
Innovazione tecnologica.
Le spese possono essere:
Beni materiali: Macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi.
Digitale: Software, licenze, siti web, app e servizi ICT.
Immateriale: Brevetti, marchi e consulenze specialistiche (max 30% del totale).
Opere Edili: Solo nella linea "programmi d'investimento", per ristrutturazioni (max 50% del progetto).
Esclusioni principali: Acquisto di terreni.
Le tre linee di intervento
Il nuovo schema si divide generalmente in tre modalità di sostegno, a seconda della complessità del progetto:
Voucher per l'avvio: Un contributo forfettario (fino a 40.000€ o 50.000€ per tecnologie avanzate) per l'acquisto di beni e servizi necessari alla partenza.
Investimenti in beni strumentali: Contributi a fondo perduto che possono coprire fino al 75% della spesa nelle regioni del Sud.
Supporto tecnico: Servizi di mentoring e consulenza per non lasciare l'imprenditore solo nel delicato primo anno di vita dell'azienda.
Tempistiche
Realizzazione: Le spese del Voucher vanno completate entro 9-12 mesi; quelle dei programmi d'investimento entro 16-20 mesi.
Modalità: Domanda online tramite il portale Invitalia con firma digitale e PEC. Procedura a sportello (fino a esaurimento fondi).


