Concordato Preventivo Biennale ed Iperammortamento


Il panorama della fiscalità d'impresa italiana ha vissuto negli ultimi anni una profonda trasformazione, caratterizzata dall'introduzione di strumenti orientati alla compliance collaborativa, come il Concordato Preventivo Biennale (CPB), e di misure a forte trazione industriale, come il ritorno dell'iperammortamento per gli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali 4.0.
Se in una prima fase l'interazione tra questi due istituti aveva generato non poche preoccupazioni tra gli operatori economici e i professionisti a causa di un evidente cortocircuito normativo i recenti interventi legislativi, culminati con il Decreto-Legge n. 38/2026 e i successivi chiarimenti ufficiali dell'Amministrazione Finanziaria (tra cui la Circolare n. 8/E), hanno sancito un principio fondamentale: il concordato preventivo biennale e l'iperammortamento sono pienamente cumulabili.
Analizziamo nel dettaglio come funziona oggi questa combinazione, quali sono le regole operative per applicarla correttamente e in che modo le imprese possono sfruttare al massimo i vantaggi fiscali di entrambi gli strumenti senza rinunciare alla stabilità del patto con il Fisco.
Il Concordato Preventivo Biennale, disciplinato originariamente dal Decreto Legislativo n. 13/2024 si rivolge ai contribuenti di minori dimensioni in particolare a coloro cui si applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) e ai soggetti in regime forfetario.
L'obiettivo cardine del CPB è instaurare un rapporto di trasparenza e stabilità tra il contribuente e l'Agenzia delle Entrate:
Proposta preventiva: L'Agenzia elabora una proposta di reddito d'impresa o di lavoro autonomo per un biennio (per esempio, il biennio 2026-2027).
Accettazione vincolante: Se il contribuente accetta la proposta, le imposte sul reddito (IRPEF o IRES) e l'IRAP vengono calcolate su quella base concordata, indipendentemente dal reddito effettivamente prodotto nell'esercizio.
Regimi premiali: L'adesione garantisce l'accesso a una serie di benefici e premialità ISA, oltre a una tranquillità in termini di programmazione finanziaria e riduzione dei controlli fiscali ordinari.
Tuttavia, proprio la natura "chiusa" e predeterminata del reddito concordato aveva fatto temere che le agevolazioni per gli investimenti straordinari e in primis l'iperammortamento venissero di fatto sterilizzate.
Il testo originario del decreto sul concordato preventivo prevedeva un elenco tassativo e chiuso di variazioni capaci di modificare il reddito concordato (come plusvalenze, sopravvenienze o la maggiorazione del costo del lavoro). In questo perimetro rigido non rientrava l'iperammortamento.
Ciò significava che un'impresa che avesse deciso di aderire al CPB si sarebbe trovata nell'impossibilità di beneficiare della maxi-deduzione extracontabile legata all'acquisto di beni 4.0. Un'asimmetria paradossale che penalizzava proprio le aziende più dinamiche propense a investire in tecnologia, automazione e transizione digitale.
La situazione è stata radicalmente ribaltata con l'entrata in vigore del DL n. 38/2026 che ha modificato l'articolo 16 del D.Lgs. n. 13/2024 introducendo la specifica previsione (lettera b-ter) che inserisce la maggiorazione dell'iperammortamento (relativa sia alle quote di ammortamento sia ai canoni di locazione finanziaria) tra le variazioni ammesse a rettifica del reddito concordato.
La successiva Circolare 8/E ha poi fornito istruzioni operative definitive confermando che l'agevolazione 4.0 può essere portata regolarmente in diminuzione dal reddito concordato.
Dal punto di vista pratico, il meccanismo di calcolo è stato strutturato per garantire che l'impresa non perda alcun beneficio:
Invariazione in fase di proposta: Quando l'Agenzia delle Entrate elabora la proposta di concordato la maggiorazione dell'iperammortamento non viene considerata nella costruzione del reddito di partenza.
Variazione in diminuzione in dichiarazione: Nel corso del biennio concordato (es. 2026 e 2027) l'impresa che effettua investimenti in beni strumentali materiali o immateriali rientranti nella disciplina 4.0 calcola la relativa maggiorazione del costo di acquisizione (prevista dalla Legge di Bilancio e dalle normative di settore).
Abbattimento dell'imponibile: Questa maggiorazione si traduce in una variazione in diminuzione extracontabile che viene applicata direttamente in sede di dichiarazione dei redditi. Di conseguenza il reddito concordato viene decurtato della quota di iperammortamento di competenza dell'esercizio, riducendo l'imponibile effettivo su cui calcolare IRES o IRPEF.
Un esempio pratico di calcolo
Per comprendere l'impatto economico di questa combinazione, immaginiamo una Società a Responsabilità Limitata (Srl) che aderisce al Concordato Preventivo Biennale:
Reddito d'impresa concordato: 150.000 euro.
Investimento 4.0 effettuato nell'anno: Acquisto di un impianto produttivo interconnesso con una maggiorazione d'iperammortamento spettante per l'esercizio pari a 50.000 euro.
Effetto fiscale:
Prima del correttivo normativo: L'impresa avrebbe pagato l'IRES (24%) sull'intero importo di 150.000 euro, perdendo totalmente i 50.000 euro di maggiorazione.
Con la normativa attuale: Si prende il reddito concordato (150.000 euro) e si sottrae la variazione in diminuzione per l'iperammortamento (50.000 euro). Il reddito imponibile effettivo scende così a 100.000 euro, generando un risparmio d'imposta netto immediato (pari a 12.000 euro di minor IRES).
Questo meccanismo dimostra come il contribuente mantenga tutti i vantaggi di stabilità del patto con il Fisco (inclusi i benefici e gli indicatori di affidabilità premianti), senza subire alcuna penalizzazione sugli investimenti tecnologici effettuati.
La piena compatibilità tra concordato biennale e iperammortamento apre scenari di pianificazione fiscale molto interessanti ma richiede un'attenta valutazione strategica da parte dell'imprenditore e del proprio consulente fiscale:
Pianificazione degli investimenti: Le aziende possono programmare l'acquisto di macchinari 4.0 nel corso del biennio con la certezza di poter abbattere l'imponibile concordato, massimizzando il ritorno economico e fiscale.
Nessun obbligo di rinegoziazione: Chi aveva già aderito al CPB per il biennio non deve effettuare nuove adesioni o sanatorie formali.
La variazione in diminuzione può essere recepita direttamente in dichiarazione dei redditi nel rispetto delle norme contabili e peritali previste per l'iperammortamento (perizie asseverate, interconnessione, ecc.).
Attenzione alla capienza e alle componenti straordinarie: È sempre opportuno monitorare la situazione fiscale complessiva dell'azienda. Come evidenziato dalla prassi amministrativa la presenza contemporanea di altre componenti straordinarie (come plusvalenze o sopravvenienze) va gestita con cura all'interno del quadro di determinazione del reddito per evitare distorsioni nella pianificazione dei flussi di cassa e dei pagamenti in acconto e saldo.
L'integrazione normativa introdotta dal legislatore e confermata dai recenti documenti di prassi amministrativa ha eliminato un ostacolo cruciale rendendo il Concordato Preventivo Biennale e l'iperammortamento due alleati strategici per la crescita delle imprese italiane. Oggi un'azienda può ambire alla certezza e alla stabilità del carico fiscale garantite dal patto biennale con l'Erario, continuando al contempo a investire con forza nell'innovazione tecnologica 4.0 e godendo appieno dei benefici finanziari delle maxi-deduzioni.



